in tempo di Covid

monica

IL NOSTRO GRAZIE A CHI CONTINUA A SOSTENERCI!

Tete e Matambo in tempo di Covid-19

Ci sono luoghi in cui il distanziamento sociale è praticamente impossibile; ci sono territori in cui la mancanza dell’acqua e del cibo rendono molto difficile la sopravvivenza quotidiana.

Ci sono luoghi, nel mondo, in cui la povertà e la fame sono molto più pericolose di un virus.

La comunità di Matambo, in questo periodo di pandemia, vive la stessa situazione delle cittadine più povere del mondo.   L’intero Paese, il Mozambico, si è adeguato alle prescrizioni internazionali dell’OMS e, dall’inizio del mese di Aprile, la popolazione vive una situazione di lockdown che, inevitabilmente, colpisce in modo drammatico i piccoli produttori e le persone che, in condizioni normali,  si guadagnano da vivere giorno per giorno.

Sono stati rilevati alcuni casi di Covid-19 a Maputo; il vicino Sudafrica e il Malawi (confinante con la provincia di Tete) stanno affrontando un contagio ancora contenuto.

Ci si interroga, ovviamente, in Mozambico, sulla possibilità di poter far fronte a un’eventuale situazione di contagio diffuso e, soprattutto, sulla possibilità di monitorare con numeri e dati certi lo sviluppo della situazione.  Alcune delle ragazze che seguiamo da anni ci hanno riferito, nel mese di Marzo, di un’ampia  diffusione di una forma di “malaria” molto aggressiva, con una tosse molto forte.

In un contesto in cui ci si confronta con tante malattie (malaria, tubercolosi, colera, HIV/AIDS… ) non è sicuramente facile individuare in maniera certa il Covid-19, anche perché i sintomi (febbre, dolori muscolari, inappetenza, stanchezza, problemi respiratori…) sono molto simili alla malaria, appunto.

I formatori e le formatrici dell’Associazione Dignity Moçambique, con la quale condividiamo tanti progetti, ci fanno arrivare costantemente notizie e aggiornamenti sulla situazione. Sono ovviamente molto spaventati per quanto potrà accadere lì da loro e sono – allo stesso tempo – preoccupati per noi, ci chiedono notizie di quanto sta avvenendo in Italia, vogliono sapere come stiamo…

 

Le giovani formatrici che hanno già dei bambini sono quelle che stanno incontrando, attualmente, le maggiori difficoltà. Per tale motivo abbiamo deciso di dar loro la priorità e di concentrarci sul sostegno dei loro piccoli, tentando di offrire il nostro supporto ad alcuni bambini che attualmente si trovano negli orfanotrofi di Tete, individuati in base alle segnalazioni ricevute dal Governo locale e verificate dai rappresentanti di Dignity Moçambique.

Le donazioni effettuate da alcuni nostri soci e amici in questo periodo saranno quindi interamente destinate all’acquisto e alla distribuzione di prodotti alimentari e medicinali. L’importo necessario per garantire due pasti al giorno a un bambino è pari a 4,00 euro (= 2,00 euro/pasto).

Ringraziamo di cuore quanti ci hanno già inviato il loro contributo.

Ricordiamo che si può donare via bonifico e/o PayPal: http://www.dignitypeople.eu/dona/

 

A Tete e a Matambo le scuole sono state chiuse e le ragazze che stavamo sostenendo con borse di studio Dignity al momento studiano a distanza.

La polizia locale, per evitare assembramenti, ha fatto smontare le semplici strutture di legno e paglia nelle quali la maggior parte delle persone vende la propria produzione. Sono stati anche sequestrati tavolini e sedie, per impedire lo svolgimento di qualsiasi attività che comporti vicinanza tra le persone. Ma, in realtà, questa vicinanza c’è, ovunque. Nelle piccole case e nelle capanne che ospitano famiglie numerosissime, nei piccoli cortili, negli spazi aperti.

 

Quando abbiamo proposto alle ragazze che si occupano della sartoria di produrre della mascherine di protezione utilizzando i tessuti locali, ci è stato risposto che ogni attività è al momento vietata e che la polizia aggredisce con violenza qualsiasi persona che esce dalla propria casa per vendere o comprare qualcosa. Anche tutte le altre attività avviate nel tempo nel nostro terreno, sia formative sia produttive, sono state sospese.

 

C’è ovviamente, in questo momento, la nostra difficoltà di sostenere come vorremmo, da qui, le persone che si trovano in difficoltà a Tete e a Matambo, in Mozambico. Il periodo drammatico vissuto dall’Italia, ha spinto le Fondazioni e le varie organizzazioni che erogano fondi a concentrarsi sul territorio nazionale, rimandando o annullando anche finanziamenti che erano quasi sul punto di essere concessi (es: il pozzo trivellato per Matambo). Eppure, oggi, ancor più di ieri, si dovrebbe capire che non si può vivere un’emergenza senza avere l’acqua, senza le minime condizioni di igiene, senza strutture sanitarie adatte, senza un sostegno alimentare adeguato.

 

Ecco perché, come detto all’inizio, a Matambo, così come in altri contesti di grande povertà nel mondo, la fame ucciderà molto più del virus.

 

Speriamo che i nostri occhi e il nostro cuore si aprano sempre più e che ci siano le condizioni per aiutare chi soffre mille volte più di noi, in terre lontane. Speriamo che l’emergenza che stiamo vivendo ci insegni a preoccuparci e ad aver cura di ogni persona, in qualsiasi parte del mondo, soprattutto nei territori più distanti e spesso dimenticati.

 

Anche noi, comunque, ci prepariamo ad affrontare in un prossimo futuro, la cosiddetta “fase 2”, dando nuovamente impulso alle attività produttive, così come abbiamo sempre fatto, in collaborazione con Dignity Moçambique, per favorire autonomia e sviluppo locale.

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